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L’età fragile, di Donatella Di Pietrantonio, vince il Premio Strega 2024

Vincitrice del Premio Strega 2024, concorso promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, e sicuramente il premio letterario italiano più ambito, arrivato ormai alla sua LXXVIII edizione, è stata la scrittrice abruzzese Donatella Di Pietrantonio, con il romanzo L’età fragile (Einaudi 2023), che con 189 voti è risultato primo classificato, davanti ai libri di Dario Voltolini, e Chiara Valerio.

Donatella Di Pietrantonio vive a Penne, in Abruzzo, dove oltre a scrivere lavora come dentista pediatrica. Il suo romanzo più noto, L’Arminuta (Einaudi 2017), è stato tradotto in oltre 30 paesi e ha vinto diversi premi, tra cui il Campiello, il Napoli e il Premio Alassio. Già autrice dei romanzi Mia madre è un fiume (Elliot, 2014), racconto di un amore tra madre e figlia “andato storto da subito”; Bella mia (Einaudi, 2018), storia di una donna che si ritrova a improvvisarsi madre; e Borgo Sud (Einaudi, 2023), quest’ultimo finalista al Premio Strega 2021, Di Pietrantonio si conferma autrice di grande spessore e talento, attenta e sensibile soprattutto a quelle che son le dinamiche familiari e ai rapporti, spesso difficili e turbolenti, che legano genitori e figli.

All’origine di questo nuovo libro della scrittrice c’è un episodio di cronaca nera che risale agli anni Novanta nel cuore dell’Abruzzo appenninico. Scritto con una prosa avvolgente e malinconica, L’età fragile ci introduce nel mondo di Lucia, voce narrante del romanzo, una fisioterapista che vive in un borgo dell’Appennino abruzzese. Separata dal marito, Lucia trascorre le sue giornate con il padre anziano, un uomo che ha dedicato la vita alla campagna e al coro in cui canta. Tuttavia, l’arrivo improvviso della figlia Amanda, studentessa universitaria a Milano, porta nella sua vita un improvviso cambiamento. Quando il padre lascia in eredità a Lucia il terreno di famiglia, chiamato “Dente di Lupo”, Lucia deve fare i conti con un passato oscuro e doloroso, un segreto che avrebbe preferito non narrare mai, che improvvisamente torna a galla. Ora, per Lucia, prendere in mano quella proprietà significa riaprire una vecchia ferita non ancora rimarginata, ma allo stesso tempo anche una nuova opportunità di vita.

Donatella Di Pietrantonio narra questa storia con grande maestria e ci accompagna nei luoghi più intimi e profondi delle relazioni umane, così come nei luoghi fisici di un territorio, l’Abruzzo, aspro e magico al tempo stesso. L’Età fragile è un viaggio emozionante e coinvolgente che ci spinge a riflettere sulle relazioni umane e la loro fragilità, e ci invita a riflettere e a esplorare le emozioni più profonde.

Il libro rappresenta un’indagine intensa sui difficili rapporti tra generazioni, resa con uno stile asciutto ed efficace. L’autrice narra una storia nuda e cruda, a tratti violenta attraverso personaggi sempre ben calibrati sulle emozioni che vogliono trasmettere al lettore. La narrazione intreccia eventi tragici reali con esperienze personali e riesce a creare un quadro vivido e realistico che rende il romanzo intimo, quasi confidenziale, che invita a guardarsi dentro e a dialogare con sé stessi.

La scrittura di Di Pietrantonio è delicata e spietata e riflette la complessità della vita stessa. Attraverso la storia di Lucia e sua figlia Amanda, l’autrice è capace di cogliere e trasmettere l’essenza della fragilità umana e il peso, a volte tragico, delle relazioni familiari.

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